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Previsione del Tempo Città di Aversa |
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S.O.P.U.A. Struttura Organizzativa Programma Urban Aversa | La Città di Aversa si pone come città intermedia tra l’area metropolitana napoletana ed il litorale domitio.A fronte degli evidenti fabbisogni espressi dal sistema economico aversano, di tendere ad un’accelerazione della crescita che possa produrre occupazione regolare, gravissima appare la flessione recente degli investimenti sul territorio. Ad una economia marginalizzata corrisponde un indebolimento dell’articolazione strutturale del proprio sistema produttivo che risulta, allo stato, per larghe componenti, frammentato e destrutturato. La struttura produttiva locale si è dimostrata sempre più contrassegnata dal ruolo di iniziative imprenditoriali autonome e di contenuta dimensione: la formazione spontanea di poli di aggregazione, storicamente radicati nel tessuto del Comprensorio Aversano, può essere intesa invece come volano di una politica associazionistica propositiva ( si vedano ad esempio le recenti iniziative dei poli del tessile e del calzaturiero con la creazione dei consorzi IMPRECO ed UNICA).Una osservazione di rilievo riguarda poi le carenze infrastrutturali che frenano ulteriormente ed in maniera ancora più evidente le possibili iniziative.In ambito finanziario i dati creditizi indicano un’ampia disponibilità ad utilizzare gli strumenti della finanza innovativa quali il capitale di rischio, mentre l’offerta è carente.La stessa indagine rivela un difficile rapporto con il sistema finanziario per il credito: oltre il 60% delle imprese è costretto a ricorrere all’auto finanziamento e dichiara di aver ottenuto credito dalle banche in misura inferiore aI 50% di quanto richiesto. In particolare, il sistema produttivo locale è caratterizzato da una capacità di esportare ancora molto limitata per effetto di una struttura economica che, per articolazione dimensionale e caratteristiche microeconomiche, mantiene caratteri di sostanziale inadeguatezza.Una situazione analogamente preoccupante emerge considerando le variabili di rottura relative al lavoro ed al sistema sociale. Sia la variabile di rottura della partecipazione della popolazione al mercato del lavoro che la variabile della capacità di offrire lavoro regolare assumono nella situazione attuale valori nettamente più modesti che nella media nazionale.Un vincolo pesante alla dinamica sociale ed economica del Comprensorio Aversano emerge inoltre considerando le insufficienti condizioni di legalità e coesione sociale: permangono elevati i livelli e la dinamica dei delitti, così come -su un altro versante - la carenza di coesione sociale appare testimoniata dagli ampi fenomeni di abbandono scolastico (il tasso di abbandono nelle scuole secondarie superiori è dell’8,1%, contro una media nazionale del 6,7%).Infine, il comprensorio manifesta un ritardo consistente nella capacità di sviluppo dei servizi sociali, soprattutto per quello che riguarda l’offerta di servizi alla collettività e ai residenti.Alle carenze del settore pubblico si contrappongono le difficoltà crescenti dei soggetti privati tradizionali nel riuscire ad intervenire con successo in questo settore, con la conseguenza di lasciare spesso insoddisfatti i bisogni della popolazione. Il livello di conoscenza dello stato e della qualità delle risorse ambientali e delle pressioni esercitate sull’ambiente è complessivamente deficitario per quantità e qualità dei dati. Per quanto concerne i parametri specifici rispetto ad altre realtà della provincia la situazione appare meno preoccupante. La totalità dei rifiuti solidi urbani e dei rifiuti assimilabili agli urbani è smaltita in discarica. Nel territorio aversano sono state individuate circa 20 discariche abusive che necessitano di bonifiche. I dati sulla produzione di RSU relativa all’anno 1995 evidenziano la maggiore produzione procapite per i bacini della provincia di Caserta. Inoltre la situazione dei rifiuti industriali è estremamente grave a causa dell’ assenza di impianti di trattamento e smaltimento nel territorio regionale. A ciò si aggiungono difficoltà conoscitive sulla quantità e qualità dei rifiuti prodotti. Secondo alcune stime, a fronte di una produzione regionale di 164000 t/anno di rifiuti pericolosi solo 15000 sono smaltite legalmente nel Comprensorio Aversano. Sono stati censiti in Regione Campania circa 297 siti contaminati e 202 discariche RSU esaurite di cui si stima che circa il 25% insistano sul territorio Aversano.Manca comunque un piano complessivo di bonifica di queste aree. Il territorio regionale è storicamente caratterizzato da un forte squilibrio nella distribuzione della popolazione, con una forte pressione insediativa concentrata.Tale fenomeno, insieme alla crescita caotica che ha caratterizzato le aree di massima densità e all’ insostenibilità della mobilità urbana, ha ricadute, soprattutto, sulla qualità della vita in ambito urbano, colpendo in modo particolare i settori sociali più deboli ed esposti come i bambini.Un altro indicatore significativo della bassa qualità della vita è la limitata dotazione di spazi verdi, che nel centro storico di Aversa è di 0.18 mq per abitante, di gran lunga inferiore a quello di qualsiasi altra città europea. La distribuzione per sesso degli indicatori caratteristici del mercato del lavoro conferma il sensibile ritardo che ancora contraddistingue l’inserimento delle donne nel sistema produttivo. Tanto i tassi di disoccupazione che i tassi di attività indicano molto chiaramente la carenza di condizioni di pari opportunità e, di conseguenza, sono alla base, fra le donne del Comprensorio Aversano, di comportamenti fondati sulla sfiducia e sulla mancata partecipazione all’offerta di lavoro con un persistente ritardo nei livelli di scolarità che contraddistingue chiaramente i segmenti più anziani della popolazione femminile laddove, nelle generazioni più giovani, il grado di istruzione delle donne si dimostra in linea con quello dei maschi.Tema scottante è quello della Sicurezza delle donne nella città e l’integrazione delle donne extra-comunitarie.Come è stato sottolineato nell’analisi del contesto locale, la situazione è assai complessa.I diversi punti dell’analisi SWOT che sono stati individuati riflettono quella condizione di biforcazione, richiamata dal QCS (quadri comunitari di sostegno) per il Mezzogiorno, dei possibili sentieri di crescita o crisi del sistema socioeconomico locale.Da una parte, costituiscono infatti straordinari elementi da valorizzare, le dotazioni nel campo delle risorse culturali, le preesistenze nel campo della formazione universitaria e della ricerca scientifica e tecnologica.Esistono, in definitiva, larghe disponibilità di risorse immobili da valorizzare per lo sviluppo, che l’analisi SWOT ha messo in luce, così come esistono ampie potenzialità di combinare, stimolare ed attrarre le risorse mobili del capitale, del lavoro specializzato, della tecnologia.La promozione dello sviluppo del territorio richiede però che un uso finalmente pieno ed adeguatamente produttivo di queste risorse, venga reso possibile attraverso l’abbattimento dei nodi ed ostacoli che caratterizzano la situazione locale. L’analisi SWOT mette in luce aree di deterioramento del patrimonio di risorse esistenti, come nel caso del degrado delle aree urbane e marginali, del patrimonio culturale (con un degrado che in molte aree ad elevato valore culturale e storico rischia di diventare irreversibile), delle infrastrutture di trasporto e delle infrastrutture in generale (dove l’eccessiva pressione e l’insufficiente cura e manutenzione ne riduce drammaticamente la capacità di servizio); l’analisi rileva inoltre aree di insufficiente o distorta utilizzazione, come nel caso delle risorse patrimoniali esistenti.Agiscono inoltre in forma diffusa e trasversale punti di debolezza come le condizioni di insufficiente sicurezza per lo sviluppo e la persistente inadeguatezza di ampi segmenti dell’Amministrazione Pubblica.I rischi e le opportunità identificati dall’analisi SWOT vengono identificati considerando quali siano gli scenari esterni che si prefigurano per il comprensorio: scenari che riguardano in particolare la disponibilità di finanziamenti pubblici per lo sviluppo e l’evoluzione delle politiche generali e di settore (lo scenario delle politiche economiche), le nuove tecnologie informatiche, telematiche e della comunicazione (lo scenario tecnologico), le nuove tendenze internazionali della domanda, della competitività, della specializzazione produttiva (lo scenario delle dinamiche economiche esterne). La città di Aversa, contraddistinta da molteplici fattori di criticità, strettamente aderenti a quelli individuati dal bando si candida con un proprio programma.Gli ambiti di intervento possono comprendere: centri storici in declino, quartieri ad alta densità abitativa, periferie urbane. La città di Aversa si propone nella totalità del suo territorio comunale come “area urbana investita da processi consistenti di crisi produttiva, forti squilibri tra domanda ed offerta di lavoro, elevata disoccupazione, insicurezza e disagio sociale, problema di integrazione tra popolazioni, in una logica complessiva di recupero differenziato puntando sulle oggettive potenzialità materiali ed immateriali emergenti nel territorio”. I grandi contenitori del ‘Centro Storico Normanno”, vuoti ed in gran parte inaccessibili: i conventi, gli istituti di rieducazione, gli ex ospedali psichiatrici, le scuole, le piazze storiche, la via del Seggio, gli slarghi o la disseminata presenza di immobili dismessi; le valenze morfologiche e la vocazione artigianale del quartiere Lemitone; gli assi di attraversamento nord-sud (Appia) ed est-ovest (via Diaz -via Magenta) che si incrociano su Piazza Vittorio Emanuele; il flusso ,veicolare suburbano e della movimentazione che corre lungo la ideale parabola congiungente le uscite Aversa Nord e Sud - sulla SS 265 bis attraverso la variante cittadina ( viale Kennedy, viale della Libertà); le frange della periferia e gli spazi di relazione urbana degli standards; il grande complesso dell’ex Ospedale Psichiatrico della Maddalena con i suoi padiglioni e l’ampio spazio verde. Questi segni urbani, insieme agli indicatori definiti dai tassi di disoccupazione, scarsa attività economica, presenza di immigrati, elevata criminalità, ambiente particolarmente degradato, costituiscono allo stato i punti deboli della città sui quali si fa leva per addivenire ai punti di forza ed alla costruzione di un modello finale trasferibile. Una attenta analisi operata sull’intero territorio comunale, ha posto alla luce:
Tale analisi ha suggerito un modello di lavoro ed una metodologia di intervento sull’intero corpus territoriale traendo da esso quelle potenzialità estensibili al comprensorio aversano, in una logica di diffusione di valori di positività. Esempio illuminante di punto di debolezza, trasformato in efficace centro propulsivo, è costituito dagli ex conventi di S. Lorenzo e della Annunziata, oggi destinati a sede universitaria rispettivamente con le Facoltà di Architettura ed Ingegneria, che possono esprimere, attraverso i meccanismi di partenariato all’interno del Programma proposto, tutta la potenzialità e la effettiva integrazione con la città, contribuendo in maniera incisiva nei processi di riqualificazione indicati. Altro intervento, che si muove sullo stesso principio è il recupero del complesso dell’ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario, che con il Castello Aragonese (Sede della Scuola di Polizia Penitenziaria) e la Pretura rappresentano un altro nucleo significativo della realtà aversana.L’identità storica di Aversa quale polo delle mobilità e dei servizi per la rieducazione sociale, viene letta e rielaborata attraverso un percorso coerente con il tempo.L’integrazione tra funzioni fortemente differenziate, in una rete urbana di relazioni fisiche e immateriali all’interno delle quali si muovono le nuove generazioni intese come vettori di positività, cui è demandato, gradualmente, nel tempo, il compito indiretto di alfiere sociale sia della città che del comprensorio aversano, in continuo interscambio con l’Europa: questa è la filosofia che muove il programma.L’articolazione per assi non preclude la sinergia tra le diverse iniziative, che anzi trovano un punto di forza nell’elemento di integrazione tra gli aspetti ambientali, culturali, sociali e gestionali, e nel costante riferimento ai temi trasversali dello sviluppo locale, della sostenibilità ambientale, delle pari opportunità e della società dell’informazione.La coerenza complessiva tra i diversi elementi del programma (obiettivo generale, obiettivi globali, obiettivi operativi, assi prioritari è determinata da una teoria dell’azione che si fonde, sull’analisi dei fattori di criticità e dell’analisi SWOT |